Cambia l’organizzazione del lavoro nelle PMI innovative

Tra le attività produttive che hanno subito pesantemente la crisi causata dal Covid-19, le PMI innovative del nostro paese sono quelle che hanno dimostrato la maggiore reattività.

La strategia che hanno messo a punto il 90% di esse per ricominciare a crescere si basa su una nuova organizzazione del lavoro e sulle tecnologie gestite da professionisti altamente specializzati.

Nonostante le perdite le PMI innovative dichiarano di voler investire e di non puntare su tagli di personale e ore di lavoro.

Esistono dati che confermano tutto questo. Vediamo i risultati di una recente ricerca.

La struttura aziendale si arricchisce

Una ricerca di Willis Towers Watson, nota società di consulenza e brokeraggio, intitolata “HR Best Practice & Tax Incentive – PMI Innovative” ha fatto emergere una situazione che può sembrare in controtendenza in un momento storico in cui si sente parlare di probabili tagli del personale.

Le PMI intervistate alla domanda “quali sono le principali azioni a livello organizzativo che mettere / avete messo in atto?” hanno così risposto:

  • 3% riduzione orario lavorativo
  • 6% riduzione forza lavoro
  • 10% introduzione / incremento di contingent worker
  • 39% incremento forza lavoro
  • 42% creazione di nuovi ruoli sulla base delle competenze richieste dal mercato

Basta sommare le due percentuali più alte per capire immediatamente che l’81% delle imprese innovative vuole rivedere o ha già rivisto la struttura aziendale inserendo nuove figure professionali più in linea con i cambiamenti avvenuti.

Di certo non è una strategia costruita per ottenere risultati nel breve termine, ma pensata per avere benefici nel medio o, addirittura, nel lungo periodo.

La nuova organizzazione aziendale richiede nuove figure professionali

Per essere competitive e puntare verso un futuro sempre più digitale le PMI hanno bisogno di integrare nella propria struttura aziendale figure professionali utili a colmare i ritardi accumulati e a recuperare il terreno perso a causa della pandemia.

I profili dei professionisti più ricercati sembrano essere quelli inerenti al:

  • Digital Marketing
  • Cybersecurity
  • Agile Development

Questo non dovrebbe stupire chi conosce le piccole e medie industrie e il loro bisogno di digitalizzarsi alla svelta e passare a processi sempre più efficienti.

 

L’indagine ha fatto emergere anche il bisogno di avere in azienda professionisti dotati di leadership e capaci di gestire le persone.

Per far crescere il volume degli affari non solo è importante assumere persone con una formazione adeguata alle nuove sfide imposte da un mondo imprenditoriale sempre più tecnologico, ma è diventato fondamentale per un imprenditore avere figure di riferimento per gestire al meglio questi dipendenti estremamente specializzati.

È vero che le PMI italiane vantano un grande livello di fidelizzazione dei dipendenti, i quali normalmente restano per più di tre anni in azienda, ma è altrettanto vero che esse hanno difficoltà a individuare e attrarre talenti.

Migliorando anche quest’ultimo aspetto la corsa delle imprese riprenderà con nuova energia propulsiva, ma servirà un costante riadattamento della struttura organizzativa per far fronte alle future evoluzioni dei mercati.

Per riorganizzare il lavoro dei diversi reparti aziendali spesso serve un’opera di coordinamento che solo un consulente esterno può eseguire a dovere.

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